domenica 16 giugno 2013

TIZIANO TERZANI - UN INDOVINO MI DISSE

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare.

venerdì 28 dicembre 2012

FRANCESCO PICCOLO - STORIE DI PRIMOGENITI E FIGLI UNICI

In cucina era appeso un poster: piccolo, staccato con ogni evidenza dal paginone centrale di una rivista, considerati i segni delle spillette e la striscia della piegatura a centro pagina. Vi era raffigurato un paesaggio notturno visto in controluce o quasi, con delle montagne piccole per la lontananza, e una luna enorme e bianca, assolutamente sproporzionata al resto. In basso, al centro, spuntava in primo piano un dito, come quando qualcuno vuole fare uno scherzo a chi sta per scattare una foto, e mette la mano davanti all’obbiettivo. Lî, c’era un dito.

sabato 15 dicembre 2012

EDGAR LEE MASTERS - ANTOLOGIA DI SPOON RIVER


George Gray

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio -
una barca che anela al mare eppure lo teme.

lunedì 17 settembre 2012

ERRI DE LUCA - TENTATIVI DI SCORAGGIAMENTO (A DARSI ALLA SCRITTURA)


Considera la tua pagina una sequenza di passi in montagna, dove è rischioso a morte il margine di errore. Le sillabe sono passi su piccoli appoggi, devi posarci il peso della frase, della voce. Usa il punto, la virgola, i due punti, le virgolette, accapo. Il 1800 ha usato molto il punto esclamativo, il 1900 poco, io l’ho abolito dalle mie righe, ma non è una regola, solo un’astinenza. Mi devono bastare le parole scritte a suscitare il punto esclamativo in chi le sta leggendo, deve mettercelo lui se lo sente, altrimenti mi sembra un’emozione indotta in modo artificiale, come la scritta “applausi” in una trasmissione.

martedì 28 agosto 2012

FRANCESCO PICCOLO - MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA'


E anche quando mi sveglio in un posto che non è casa mia, quell'attimo in cui non capisco ancora dove sono. E quando poi lo capisco.

Quando la donna con cui dormo ha capito che ognuno deve dormire dal suo lato. Che ci si può abbracciare prima, o quando ci svegliamo la mattina, ma quando si dorme bisogna stare ognuno per i fatti suoi. Dividendo il letto con la stessa meticolosità con cui si tracciava la linea di divisione del banco con il compagno di banco, a scuola.